mercoledì 11 marzo 2009

PERCHè UNA STORIA FINISCE

IL DISTACCO: QUANDO UN AMORE FINISCE
A cura del Dott. Cesare De Monti
Le storie d’amore possono finire. Poco male quando la cosa succede da entrambe le parti e ci si lascia di comune accordo. Quando invece si è lasciati, allora non è più un semplice dolore: l’angoscia di essere abbandonati può divenire una vera malattia, una frattura che spezza la vita in due (prima e dopo l’abbandono), lasciando svuotati e confusi.
Anche biochimicamente le cose cambiano nell’organismo: durante l’innamoramento si ha un aumento della produzione di endorfine e di feniletilamina (con conseguente senso di benessere, euforia, vitalità e desiderio sessuale); quando la relazione finisce, per contro, si ha un crollo dei livelli di queste sostanze (con conseguente ansia, apatia, senso di Perché una storia di coppia finisce, un amore muore, un matrimonio finisce?
Si possono cercare molte spiegazioni e trovare molte griglie di lettura: ma è importante capire , è rilevante - per apprendere dall’esperienza - analizzare alcune ipotesi di ricerca dell’evento "separazione". Fra i molti approcci possibili, se ne propongo tre: uno d’ispirazione psicanalitica, l’altro più legato alla ricerca empirica, il terzo - infine - di tipo storico-evolutivo.
Approccio d'ispirazione psicanalitica
Si può sottintendere l’idea che la disfunzionalità della coppia sia da collegare a immaturità evolutiva, o a vera e propria patologia, per il prevalere dei giochi inconsci nel rapporto; ecco brevemente la tipologia mutuata da questa ottica:
Il primo tipo di relazione è la cosiddetta "collusione narcisistica ". In questo rapporto l’amore è inteso prevalentemente in funzione simbiotica, "amore come essere uno ", e comporta abitualmente un partner schizoide. L’unione simbiotica è un rapporto sado-masochista (dove il più forte fagocita il più debole) e in cui va perduta l’identità e la "noità" della coppia (l’essere noi). La relazione matura comporta invece una unione nella distinzione, il rispetto dell’altro come distinto, l’accettazione della diversità, ecc.
Un secondo tipo di relazione è la cosiddetta "collusione orale ": qui l’amore è concepito come "aver cura dell’altro". E’ un amore di tipo materno, che comporta un partner a struttura depressiva, autodenegantesi. L’amore maturo invece è caratterizzato da mutualità, reciprocità, essere contemporaneamente soggetto e oggetto nella relazione; non solo capacità di dare, ma anche di ricevere.
Un terzo tipo di relazione è la cosiddetta "collusione sadico-anale ". Qui l’amore è inteso come possesso totale ; l’oggetto dell’amore è considerato proprio dominio e tenuto continuamente sotto il proprio controllo. Questa relazione comporta un partner a struttura ossessiva. L’amore maturo invece è caratterizzato da libertà, autonomia, fiducia. Mutualità, interdipendenza reciproca di due soggetti indipendenti e liberi.
Un quarto tipo di relazione è la cosiddetta "collusione fallico-edipica " dove l’amore è vissuto soprattutto come autoaffermazione antagonista (virile) e il partner è vissuto sostanzialmente come rivale e luogo della propria affermazione. Questa relazione contempla un partner a struttura isterica.
L’amore maturo è caratterizzato invece da solidarietà, compartecipazione, parità di possibilità di autorealizzazione al cento per cento. Senza eccessiva competitività. La mancata evoluzione verso un rapporto d’amore più maturo può condurre alla crisi di coppia; le tecniche per rimettere in movimento la maturazione bloccata (ove ciò è possibile) si rifanno alle varie metodologie d’intervento e alle varie scuole di psicologia.

Tratto dal sito: www.benessere.com

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